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HOME - L'ANTICO BORGO DI TRAVO

Una leggenda vuole che il nome di Travo derivi dal condottiero gallico Triverio, ma esiste anche una teoria che lo collega alla parola celtica “trev”, che significa “villa”.

L'antico  BORGO
DI TRAVO


 

Probabilmente, poi, il termine deriva dal latino Tres Vici, che farebbe riferimento alla presenza di tre villaggi nella zona.

 

Travo, dopo i Romani e i Longobardi entrò a far parte dei domini dell'Abbazia di San Colombano.

La piazza principale è Piazza Trento, dominata dal Castello Anguissola, risalente al XII secolo, ai tempi dei Malaspina, passato poi agli Anguissola alla fine del XVIII secolo, che oggi ospita il Museo Civico.

Travo si adagia da diverse centinaia di anni sulla sponda sinistra del Trebbia, discreto, poco appariscente, sembra che sia li per sorvegliare lo scorrere del fiume, quasi sempre lento e regolare, a volte impetuoso e minaccioso.

 

È li in bella mostra, a farsi guardare da chi transita sulla SS45. Lo sguardo poi finisce inevitabilmente su quell'enorme "sasso" che lo sovrasta.

 

C'è quel legame indissolubile con la #pietraparcellara e la #pietraperduca, quell'atmosfera che non si può spiegare, bisogna viverla.

 

La "Pietra"si sa libera energia, probabilmente è questo il motivo per cui nel piccolo Borgo si respira vita.

 

E allora ci viene voglia di abbandonare la SS45 e attraversare il ponte, possibilmente senza distrarsi perché alla nostra sinistra c'è la Val Trebbia che vuol farsi guardare.

 

Il #parcoarcheologico ci ricorda che è da qualche millennio l'uomo amava vivere qui.

 

Nei locali c'è sempre vita e buon umore, la gente ti saluta e ti sorride, come succedeva una volta.

 

Quattro passi in Piazza Trento, d'estate non ci sono le auto e molto spesso c'è qualche evento a ravvivare ancora di più le serate. 

Entriamo nel cortile del #castelloditravo che fu della famiglia Anguissola, ora è la sede Comunale.

 

Nei mesi estivi da non perdere le Serate Letterarie Giana Anguissola, eventi letterari o incontri con personalità impegnate in vari ambiti della società civile.

 

Ci viene voglia di fermarci a mangiare qualcosa, non c'è che l'imbarazzo della scelta, agriturismo, ristorante, pub, enoteca?

 

Nella frazione di Caverzago, invece, sorge la Rocca omonima, posta su una rupe a strapiombo sul fiume Trebbia.

 

L'edificio sorse nelle vicinanze del Tempio della dea Minerva, santuario romano che ha restituito numerosi cippi votivi, trasferiti poi nella chiesa locale.

 

Accanto ai ruderi della rocca è visibile la chiesa medievale di Santo Stefano, con i resti della Torre d'avvistamento del 1337.

 

Secondo la tradizione, nei pressi dell'Antico Santuario fu martirizzato il legionario Antonino, proclamato poi Santo e patrono di Travo e di Piacenza.

Ci sono tanti ciclisti che passano di qui, prendono tutti la stessa direzione, Bobbiano, Pietra Parcellara, Passo Caldarola con i sui 750 metri di quota.

 

Fino"alla Caldarola" i km sono circa 13, la pendenza varia ma non è mai troppo impegnativa, c'è tutto il tempo per guardarsi intorno e ammirare il panorama.

 

Una bella esperienza questo "piccolo Borgo", bella e inaspettata.

 

Magari ci fermiamo a dormire. Ma si ci fermiamo a dormire. Così domani ci godiamo il fiume, i sorrisi e la bella atmosfera.

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